Buoni pasto in Europa Società emittenti buoni pasto autorizzate in Italia
Società emittenti buoni pasto autorizzate in Italia
In Italia i buoni pasto possono essere emessi solo dalle società emittenti buoni pasto autorizzate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'elenco aggiornato al 22 luglio 2026 conta 19 emittenti, quattro in più rispetto a un anno prima. Questa pagina li riporta tutti, con la base giuridica e la data dell'elenco, perché il documento è pubblico ma poco visibile.
L'elenco
Pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy come Elenco società autorizzate all'emissione dei buoni pasto, con la sede legale di ciascuna società.
- 360 Welfare, Milano
- Buoni Pasto Smart, Corridonia
- Cipay Italia, Bolzano
- Clik App, Torino
- Day Ristoservice, Bologna
- E.P. SpA, Roma
- Edenred Italia, Milano
- Epipoli, Milano
- Evinrude Due, Milano
- Gudol, Torino
- Happily, Milano
- MIG Restaurant, Bussolengo
- Moneynet SpA, Palermo
- Pellegrini SpA, Milano
- Pluxee Italia, Milano
- Poste Welfare Servizi, Roma
- Repas Lunch Coupon, Roma
- SatisWelfare, Milano
- TreCuori, Conegliano
Riportiamo l'elenco così come è pubblicato. Le società sono in ordine alfabetico, senza classifiche, giudizi sulla loro posizione di mercato o raccomandazioni.
Cosa comporta l'autorizzazione
L'autorizzazione permette a una società di emettere buoni pasto e di cederli ai datori di lavoro. È una condizione distinta e aggiuntiva rispetto alla regola che dà forma al prodotto italiano: la convenzione diretta tra l'emittente e ciascun esercizio che accetta i buoni pasto, prevista dal DM 122/2017.
Questa seconda condizione è il motivo per cui il buono pasto italiano resta fuori dai circuiti di pagamento ordinari e funziona su una rete privata costruita da ogni emittente. È la regola di accettazione più restrittiva tra tutti i mercati trattati in questo sito, ed è descritta per esteso nella pagina sulle regole italiane.
L'elenco vincola chi emette, non chi costruisce. Stabilisce chi può mettere il buono nelle mani del datore di lavoro. Chi realizza la carta, il motore di regole e il processing sotto un emittente autorizzato resta fuori dall'elenco: per un fornitore di tecnologia è una lista di potenziali clienti, per un aspirante emittente è una barriera.
Le altre regole in vigore in Italia
| Condizione | 2026 |
|---|---|
| Valore esente, buono elettronico | 10 EUR al giorno, contro gli 8 EUR precedenti |
| Valore esente, buono cartaceo | 4 EUR al giorno |
| Commissione applicabile all'esercente | Massimo 5 per cento su tutto il mercato dal 1° gennaio 2026 |
| Accettazione | Convenzione diretta tra emittente ed esercente, DM 122/2017 |
| Buoni cumulabili in una transazione | Fino a otto |
Il tetto alle commissioni è il cambiamento da seguire, perché dall'inizio del 2026 ha spostato l'economia dell'intero mercato. Il calendario raccoglie le date.
Cosa distingue le società in elenco
Poiché in Italia l'accettazione passa da una rete privata costruita da ogni emittente, la differenza pratica tra due emittenti autorizzati sta nei luoghi in cui i loro buoni pasto vengono davvero accettati. Due emittenti possono essere entrambi in elenco e offrire a un dipendente due reti di locali molto diverse. Un datore di lavoro che li confronta dovrebbe chiedere la rete convenzionata vicino alle proprie sedi, non il totale nazionale. Un emittente che progetta un programma dovrebbe trattare la convenzione degli esercenti come il prodotto stesso, con un piano e un budget dedicati.
Come si entra nell'elenco
La domanda si presenta al Ministero secondo le istruzioni e la modulistica pubblicate nella sezione dedicata all'emissione dei buoni pasto. I requisiti sono quelli dell'articolo 131 del D.Lgs. 36/2023: società di capitali con capitale sociale versato di almeno 750.000 EUR, oggetto sociale che comprende il servizio sostitutivo di mensa, bilancio accompagnato dalla relazione di una società di revisione e requisiti di onorabilità degli amministratori. Il Ministero aggiorna l'elenco a ogni nuova autorizzazione, ed è per questo che la data del documento conta quanto i nomi.
Come funzionano i buoni pasto: la guida breve per un datore di lavoro
I buoni pasto sono il servizio sostitutivo di mensa più diffuso in Italia. Il datore di lavoro li acquista da un emittente autorizzato e li assegna ai dipendenti per ogni giornata di lavoro con pausa pranzo; il lavoratore li spende in bar, ristoranti, supermercati e altri esercizi convenzionati con quell'emittente. Il valore di un buono pasto è libero, ma la parte esente da imposte e contributi è fissata per legge: 10 EUR al giorno per i buoni pasto elettronici e 4 EUR per i buoni pasto cartacei.
Chi può riceverli: dipendenti a tempo pieno e part time, collaboratori e, per le imprese che lo prevedono, chi lavora in smart working. Per i lavoratori part time il buono pasto spetta anche se l'orario non prevede una pausa per il pasto (DM 122/2017, articolo 4). Anche professionisti e titolari di partita IVA possono acquistare i buoni pasto per sé, con una deducibilità diversa da quella delle aziende.
Il buono pasto entra in busta paga solo per la parte che supera la soglia esente: fino a 10 EUR al giorno il buono pasto elettronico è fuori dal reddito del dipendente, sopra la soglia l'eccedenza è tassata come retribuzione. Per l'azienda il costo dei buoni pasto è interamente deducibile e l'IVA è al 4 per cento.
Buoni pasto elettronici o buoni pasto cartacei: il formato
| Formato | Buono pasto elettronico | Buono pasto cartaceo |
|---|---|---|
| Valore esente per giorno di lavoro | 10 EUR | 4 EUR |
| Supporto | Carta o app dell'emittente | Blocchetto di buoni |
| Pagamento | Al centesimo, fino a otto buoni pasto in una sola transazione | Un buono per pasto, senza resto |
| Gestione per l'azienda | Ricarica mensile, nessuna consegna fisica | Consegna e distribuzione dei blocchetti |
| Smarrimento | Carta bloccata, saldo conservato | Buoni persi |
La differenza di soglia esente fa del buono pasto elettronico il formato standard per le aziende: a parità di valore, 6 EUR al giorno in più restano fuori dalla busta paga. I buoni pasto cartacei restano in uso dove gli esercizi convenzionati sono pochi o dove i lavoratori non hanno una carta.
Il buono pasto elettronico è una carta di credito?
No. È una carta prepagata a spendibilità limitata: funziona solo negli esercizi convenzionati con l'emittente, solo per pasti e prodotti alimentari, e con il limite di otto buoni pasto per transazione. Il pagamento avviene sul POS dell'esercente come con una carta ordinaria, ma il circuito è quello privato dell'emittente. È il motivo per cui la rete di esercizi convenzionati resta il primo criterio di confronto tra emittenti.
Vantaggi fiscali per azienda e dipendenti
- Per il dipendente: esenzione da imposte e contributi fino a 10 EUR al giorno con il buono pasto elettronico (4 EUR con quello cartaceo), la soglia portata da 8 a 10 EUR con la legge di bilancio per il 2026. I buoni pasto non rientrano nel tetto dei fringe benefit, quindi si sommano agli altri benefit aziendali.
- Per l'azienda: costo interamente deducibile, IVA al 4 per cento, nessun contributo previdenziale sulla parte esente. Per questo i buoni pasto sono spesso il primo strumento di welfare aziendale che una piccola impresa introduce.
- Per professionisti e partite IVA: i buoni pasto acquistati per sé sono deducibili al 75 per cento, entro il 2 per cento dei compensi dell'anno, come le altre spese di vitto.
Le regole di dettaglio, con i riferimenti normativi, sono nella pagina sui buoni pasto in Italia.
Come acquistare i buoni pasto da un emittente autorizzato
- Verifica dell'elenco. L'emittente deve essere nell'elenco del Ministero sopra riportato, con l'aggiornamento più recente.
- Rete di esercizi convenzionati. Chiedere l'elenco degli esercizi vicino alle sedi dell'azienda, non il numero nazionale: bar, ristoranti e supermercati che i dipendenti usano davvero nella pausa pranzo.
- Contratto e commissione. Il prezzo per l'azienda è il valore nominale dei buoni pasto più la commissione di servizio; la commissione applicata all'esercente è per legge al massimo il 5 per cento.
- Acquisto e ricarica. Ordine mensile per numero di giornate di lavoro e per dipendente; con i buoni pasto elettronici la ricarica arriva sulla carta o sull'app senza consegna.
- Busta paga e gestione HR. Il gestionale paghe riceve il numero di buoni pasto per dipendente per il controllo della soglia esente; ingressi, uscite e part time vanno aggiornati ogni mese.
Gli altri registri
La Francia accredita 14 emittenti tramite la CNTR, il Belgio ne riconosce 5 e la Romania autorizza tramite il Ministero delle Finanze. La panoramica spiega quali mercati regolano l'emissione e quali no.

