Buoni pasto in Europa Buoni pasto o mensa aziendale: come scegliere il servizio mensa
Buoni pasto o mensa aziendale: come scegliere il servizio mensa
Il servizio sostitutivo di mensa ha tre forme e tre trattamenti fiscali diversi. La mensa aziendale è esente senza limite, il buono pasto elettronico è esente fino a 10 EUR al giorno, l'indennità sostitutiva di mensa è esente solo fino a 5,29 EUR e solo per alcune categorie di lavoratori. La scelta dipende da dove stanno i dipendenti e da quanto lavoro amministrativo l'azienda vuole sostenere.
Il servizio di mensa visto dal datore di lavoro
Le tre forme rispondono allo stesso obbligo pratico: dare al dipendente un pasto nella pausa pranzo di una giornata di lavoro. Il datore di lavoro sceglie la forma, ne sostiene il costo e ne porta la responsabilità amministrativa. I buoni pasto sono la forma che ha vinto nelle aziende con più sedi, perché il servizio di mensa fisico richiede una massa critica di dipendenti nello stesso posto alla stessa ora.
Per il lavoratore la differenza è meno teorica di quanto sembri. Con la mensa aziendale il pasto è organizzato, con i buoni pasto il dipendente sceglie dove mangiare nella pausa pranzo, con l'indennità riceve una somma in busta paga e si organizza da solo. Le aziende che hanno popolazioni miste, per esempio una sede centrale e una rete commerciale, finiscono quasi sempre per tenere due forme in parallelo, una per sede.
I vantaggi per l'azienda e per i dipendenti
| Chi | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|
| Azienda | Costo interamente deducibile, IVA al 4 per cento sui buoni pasto, nessun contributo previdenziale sulla parte esente, strumento riconosciuto da tutti i lavoratori | Gestione mensile, contratto con l'emittente, controllo della soglia esente |
| Dipendenti | Fino a 10 EUR al giorno che non entrano nel reddito da lavoro dipendente, libertà di scelta del locale, somma che si vede ogni giorno | Utilizzo limitato agli esercizi convenzionati e ai prodotti alimentari |
| Esercenti | Clientela ricorrente nella pausa pranzo | Commissione, oggi non oltre il 5 per cento |
Il confronto con un aumento di stipendio della stessa cifra resta il modo più onesto di spiegare il vantaggio ai propri dipendenti: la stessa somma in busta paga passa per contributi e imposte, il buono pasto entro la soglia no. Per l'azienda il costo lordo è simile, ma quello che arriva al lavoratore è molto diverso.
Come si riflette in busta paga
Il buono pasto elettronico non compare in busta paga finché resta entro i 10 EUR al giorno. La parte che supera la soglia entra come reddito da lavoro dipendente e segue le regole ordinarie, quindi il gestionale paghe deve ricevere ogni mese il numero di buoni per dipendente. È la ragione per cui il tracciato che l'emittente consegna vale quanto la rete di esercizi convenzionati.
Per l'indennità di mensa il meccanismo è inverso: la somma è sempre in busta paga, ed è esente solo entro 5,29 EUR al giorno e solo per le categorie ammesse. Un'azienda che la eroga fuori da quelle categorie sta pagando contributi e imposte su un importo che avrebbe potuto restare esente in un'altra forma.
Le tre forme a confronto
| Forma | Quanto resta esente | Per chi | Gestione per l'azienda |
|---|---|---|---|
| Mensa aziendale, propria o in convenzione | Tutto, senza limite di importo | Chi lavora vicino alla mensa o al locale convenzionato | Appalto o convenzione, controllo presenze, costo fisso alto |
| Buono pasto elettronico | 10 EUR al giorno | Tutti, ovunque ci siano esercizi convenzionati | Ordine mensile e ricarica, nessuna consegna fisica |
| Buono pasto cartaceo | 4 EUR al giorno | Come sopra, dove la carta non passa | Consegna e distribuzione dei blocchetti |
| Indennità sostitutiva di mensa | 5,29 EUR al giorno, solo per le categorie ammesse | Addetti a cantieri edili, ad altre strutture temporanee e a unità produttive senza servizi di ristorazione | Una riga in busta paga, nessun fornitore |
La differenza che decide quasi sempre la scelta è la seconda colonna. Sei euro al giorno di differenza tra buono elettronico e indennità, su 220 giornate di lavoro, sono circa 1 300 EUR per dipendente che restano fuori dalla busta paga oppure ci entrano.
L'indennità sostitutiva di mensa non è un'alternativa libera
È il punto su cui si sbaglia più spesso. L'articolo 51 del TUIR ammette l'esenzione fino a 5,29 EUR al giorno solo per gli addetti ai cantieri edili, per chi lavora in altre strutture a carattere temporaneo e per chi sta in unità produttive dove mancano strutture o servizi di ristorazione. Fuori da questi casi l'indennità è retribuzione a tutti gli effetti: tassata e soggetta a contributi dal primo euro.
Per un ufficio in città l'indennità non è quindi una scelta economica ma un costo in più. Per un'impresa edile con squadre in cantiere è invece la forma più semplice, perché non richiede né una rete di esercizi convenzionati né un fornitore.
Le tre forme non si sommano sullo stesso pasto. Il beneficio riguarda il pasto della giornata di lavoro, quindi un dipendente che pranza in mensa aziendale non riceve anche il buono pasto per lo stesso giorno. Su popolazioni miste si sceglie per sede o per ruolo, non per persona a discrezione.
Quando conviene la mensa aziendale
L'esenzione piena, senza tetto giornaliero, rende la mensa la forma fiscalmente più efficiente. Il limite è fisico: funziona se le persone sono concentrate in una o poche sedi e se restano in sede a pranzo. Il costo dell'appalto non scende con il numero di pasti consumati, quindi una mensa mezza vuota è la forma più cara di tutte.
La convenzione con uno o più ristoranti vicini è la variante leggera della stessa idea: il datore di lavoro paga il ristoratore, il dipendente consuma il pasto. Resta esente come somministrazione di vitto, ma vincola le persone a quei locali e va rinegoziata ogni volta che cambia la sede o il gestore.
Quando conviene il buono pasto elettronico
È la forma che regge la dispersione. Funziona per chi gira, per chi lavora su più sedi, per chi alterna ufficio e lavoro da remoto, e per le aziende piccole che non hanno massa critica per una mensa. Dal 2026 il buono elettronico è esente fino a 10 EUR al giorno contro i 4 EUR del cartaceo, il che rende il cartaceo una scelta difendibile solo dove la carta non è accettata.
Il costo per l'azienda è il valore nominale dei buoni più una commissione di servizio, contrattata con l'emittente. Il costo è interamente deducibile e l'IVA è al 4 per cento. Sul fronte accettazione, la commissione applicata all'esercente è per legge al massimo il 5 per cento dal 1° gennaio 2026, un dato che pesa sulla disponibilità dei locali ad accettare un emittente piuttosto che un altro.
Che cosa chiedere a un emittente prima di firmare
- La rete vicino alle vostre sedi. Non il numero nazionale di esercizi convenzionati: l'elenco dei bar, ristoranti e supermercati entro dieci minuti a piedi da ogni sede, verificato su una mappa. È il primo motivo di lamentela dei dipendenti.
- La commissione di servizio e ogni voce accessoria. Emissione, spedizione delle carte, sostituzione in caso di smarrimento, eventuale costo dell'app.
- I tempi. Quanti giorni dall'ordine alla disponibilità del credito, e come si gestisce un dipendente che entra a metà mese.
- La gestione HR. Caricamento massivo dei dipendenti, gestione di entrate e uscite, part time, assenze, e un tracciato compatibile con il gestionale paghe.
- Il supporto al dipendente. Chi risponde quando una carta non passa alla cassa, e in quanto tempo.
- L'autorizzazione. L'emittente deve essere nell'elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy; l'elenco aggiornato è su questo sito.
La gestione mensile, che è la parte che si sottovaluta
Il buono pasto spetta per giornata di lavoro, quindi il numero cambia ogni mese con assenze, ferie, malattia, entrate e uscite. Chi gestisce le paghe deve ricevere il numero di buoni per dipendente per il controllo della soglia esente, e la parte che supera i 10 EUR al giorno entra in busta paga come retribuzione. Per i lavoratori part time il buono spetta anche se l'orario non prevede una pausa per il pasto, secondo il DM 122/2017.
Su una carta questo lavoro diventa un file e una ricarica. Su un blocchetto diventa una consegna, una firma e un armadio. È la ragione principale per cui il formato elettronico ha superato il cartaceo prima ancora che la differenza fiscale diventasse così ampia.
La scelta in tre domande
Dove pranzano davvero i dipendenti oggi? Se la risposta è "in sede", la mensa o la convenzione reggono il confronto. Se è "dove capita", il buono elettronico è l'unica forma che li segue.
Le persone rientrano nelle categorie ammesse all'indennità? Se sì, e se lavorano dove non ci sono esercizi convenzionati, l'indennità entro 5,29 EUR è la forma più semplice. Se no, l'indennità costa più di quello che dà.
Quanto lavoro amministrativo si vuole sostenere? Una mensa richiede un appalto e un controllo, i buoni richiedono un ordine mensile e un file, l'indennità richiede una riga in busta paga. Le regole complete dei buoni pasto stanno sulla pagina dedicata, e la pagina del programma carte spiega come si costruisce una carta pasto per chi li emette.

